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Camere

Tutta la struttura ripercorre lungo la sua perimetralità e all’interno di ogni camera i trascorsi storici della Sicilia.

Dagli elimi ai nostri giorni, dedicando spazi e dettagli a personaggi , periodi ed eventi importanti che hanno fornito alla Sicilia la sua attuale identità. In tutta la struttura non ci sono due particolari uguali.

Le 25 camere di cui 4 suite sono dotate di ogni comfort: aria condizionata, bagno in camera con doccia, televisione e pay collegamento Internet ADSL wi-fi e via cavo, frigobar, cassetta di sicurezza.

Inoltre tutte le camere hanno arredamenti in tipico stile siciliano rivisto attraverso le varie dominazioni.

LA STORIA DELLA SICILIA NELLE NOSTRE CAMERE

La storia della Sicilia è ricca, gloriosa, si mescola con i miti e si perde nella notte dei tempi. La sua felice posizione nel cuore del Mediterraneo ha richiamato vari popoli: ora sono stati gli Elimi, i Sicani, i Greci, ora i Cartaginesi, i Romani, ora i Bizantini, gli Arabi, i Normanni, i Francesi, gli Spagnoli, gli Inglesi, gli austriaci.

Il Grand Hotel La Batia, nelle sue stanze, nei corridoi, nelle scale, nei vari angoli rappresenta, in tono artistico raffinato, i vari momenti della storia siciliana, gli aspetti più rappresentativi della sua economia e pertanto è un vero “escursus” storico. Comincia il viaggio nella Sicilia e nella sua Storia socio-politica ed economica.

La stanza delle origini

Al primo piano troviamo la “stanza delle origini”,(108). Ad unificare le caratteristiche sia storiche che strutturali dell’hotel è “la stanza delle Origini” che riassume, con l’eleganza e la raffinatezza dei suoi mobili ottocenteschi gli aspetti originali di tuta la struttura: seicentesco baglio costruito tra i campi per accogliere nelle varie stagioni i prodotti della terra, i suoi lavoratori e talvolta i proprietari nella sua cosiddetta “zona nobile”.

La stanza pompeiana

Accanto troviamo la “stanza pompeiana” (107) che, con la delicatezza dei suoi affreschi , alternando colori tenui a tinte forti, ricordano vagamente le caratteristiche dimore storiche di Pompei. Un caldo colore rosa crea una tenue, piacevole, accogliente atmosfera.

Percorrendo il corridoio del primo piano, a sinistra, di fronte la porta dell’ascensore, si può ammirare una bellissima composizione raffigurante la consegna delle chiavi della città di Palermo al conte Ruggero D’Altavilla da parte degli Arabi nel 1070. Siamo nel corridoio degli Arabi che, dopo avere cacciato i dominatori bizantini (mamma li Turki!!!), si stabiliscono nell’Isola costituendo un “Emirato” . La presenza araba in Sicilia produsse una raffinata cultura che continuò dopo l’arrivo dei “Normanni” grazie all’intelligente utilizzo della straordinaria maestria e manovalanza araba da cui la realizzazione di importanti monumenti quali la cattedrale di Palermo, la trasformazione di San Giovanni degli Eremiti da moschea a chiesa di culto cattolico, la cappella della Martorana, la cappella Palatina, l’arco di Porta Nuova, il palazzo della Zisa e, dulcis in fundo, la splendida Cattedrale di Monreale e l’abside della cattedrale di Cefalù.

Il ricordo di questo splendido periodo storico arricchisce le due magnifiche stanze al primo piano 104 e 105 di due raffinati pannelli posti entrambi al soffitto raffiguranti in una un tappeto dai colori luminosi e smaglianti e nell’altra una composizione di disegni geometrici tipici della cultura araba che vieta rappresentazioni antropomorfe.

Sempre attraverso le scale, andando dal primo al secondo piano si può ammirare una scala in pietra viva locale, scolpita a mano tipica delle strutture rurali siciliane dette ”Bagli”. La straordinaria tecnica costruttiva di queste scalinate è visibile dalla doccia ottenuta nel sottoscala e facente parte della stanza (103) dell’hotel.

La stanza delle Maioliche

Al secondo piano attraversando invece una porta ad arco, a sinistra si va verso le “suite” soppalcate e raffiguranti la prima (204) la stanza delle “maioliche”; piastrelle dai colori caldi e luminosi adornano la parete sopra il sedile.

La stanza dei Merletti

Una scala porta al soppalco dove si può ammirare la straordinaria maestria dell’artista che ha decorato a mano le numerose piastrelle diverse una dall’altra. la seconda, (203) è “la stanza dei merletti” che richiama l’antica tradizione delle donne siciliane che fin da piccole preparavano con cura il loro corredo nuziale. Sopra il sedile si può ammirare un collage di merletti antichi e, salendo le scale, si può ammirare il tetto impreziosito con dei piccoli capolavori raffiguranti la storia del merletto siciliano.

La stanza del Sole

La terza,(202) la stanza del sole dove un sole di “ciotoli e cocci” levigati dal mare e dal tempo, raccolti alle foci del fiume S. Bartolomeo, illumina la suite. Salendo la scala che porta al soppalco si possono ammirare le varie rappresentazioni grafiche del “Dio Sole” nelle varie etnie e civiltà antiche.

La stanza del dialetto siciliano

La quarta (201), è “la stanza del dialetto siciliano”, primo tentativo di unificazione linguistica della nostra penisola. Nel tredicesimo secolo, alla corte di Federico Secondo di Svevia, fioriva la “Scuola Siciliana”, dove si sviluppò una raffinata cultura che produsse poesie in “volgare” a tema d’amore. Il nostro poeta alcamese, Ciullo D’Alcamo, in quel periodo compose il famoso contrasto amoroso “Rosa fresca aulentissima” che per molti cultori della letteratura dell’epoca, costituisce l’inizio della scrittura in lingua italiana, addirittura prima dei grandi scrittori fiorentini del “Dolce stil nuovo”. La scrittura delle parole nel cotto della “stanza del dialetto siciliano” vuole rendere omaggio alla “Scuola Siciliana” alla corte di Federico secondo.

La stanza degli Svevi

Ed alla nascita di Federico Secondo, nato a Palermo da Costanza D’Altavilla. ultima regina normanna, andata in sposa ad Enrico Sesto di Svevia è dedicata la stanza degli “Svevi” (404) con la presentazione del futuro imperatore (stupor mundi) alla folla palermitana che attendeva il suo arrivo.

La stanza dell'Incoronazione (401)

La stanza dell’incoronazione (401) è dedicata invece a Costanza D’Altavilla ultima regina del regno dei Normanni, moglie dell’imperatore germanico.

"Stanza dell'Incoronazione (402)"

Altra “stanza dell’incoronazione”, (402) è dedicata alla giovane Isabella Seconda di Borbone, ultima regina Borbone di Spagna e del Regno delle due Sicilie con un imponente quadro monocromatico che raffigura l’evento dell’incoronazione e posto sopra il capezzale del letto. La stanza è ancora abbellita da disegni alle pareti e sulle magnifiche capriate in legno dando al tutto un tocco di aristocratica raffinatezza. Nel corridoio del secondo piano, a destra, troviamo la “stanza del rame”, ampia e luminosa dove a capezzale è posto un ampio pannello color rame con due grandi spirali, simbolo delle Spiritualità che domina l’intero edificio. La spirale infatti è presente dappertutto, nelle ringhiere, nei lampadari, nella parete della sala blu, nella cascata con “ l’albero della vita” e perfino nel logo dell’albergo rappresentato da due spirali contrapposte.

La Stanza degli Angeli

Subito dopo incontriamo “la stanza degli Angeli”,(207) dove una cascata di minute pennellate che vanno dall’azzurro al verde, all’ocra, all’oro, all’argento compone l’arcata del soffitto tipicamente a botte. Le luminose piccole tessere formano un delicato e prezioso mosaico intorno ai tre Angeli d’oro e d’argento che troneggiano sulle pareti.

Inoltre troviamo elementi strutturali antichi sui tetti e sulle pareti di altre stupende ed ospitali stanze tra cui la (205), caratterizzata da ampie finestre vista mare e tetto a cupolette;

le stanze delle balconate sul cortile gentilizio dell’antico baglio, (208 e 209) caratterizzate da ampie porte-balcone da cui ci si sporge attraverso una ringhiera in ferro battuto e dalle pareti colorate in rosa antico ed in giallo che creano un’armonia cromatica rilassante. Inoltre, sempre al secondo piano, possiamo ammirare la “stanza del Balcone” da cui il “Signore” di gattopardiana memoria si affacciava al balcone per salutare i contadini e rivelare loro la sua presenza e quella della sua famiglia.

Stanza degli Anagrammi

Salendo le scale verso la terza elevazione si arriva al piano soppalcato, dedicato anticamente al soggiorno dei figli con le loro camere e i loro angoli da gioco. Qui troviamo la “stanza degli anagrammi” (301) dove delle lettere poste in ordine sparso sia sulle pareti che sul tetto, comporrebbero, se ordinate, dei nomi di persone facenti parte della famiglia.

Stanza dei Vetri

La “stanza dei vetri” (302) dove l’artista ha usato colori vetrificanti per decorare le pareti ed il tetto in cotto, dando al tutto un effetto lucido, trasparente e vetrato.

Stanza delle Ceramiche Azzurre

La “stanza delle ceramiche azzurre” (303) caratterizzata da splendide piastrelle azzurre su fondo bianco poste sul tetto e sulle capriate; una finestra sul tetto dell’antico “salone delle feste” ricorda dal vivo un quadro del conterraneo Guttuso della “finestra sui tetti”.

Stanza dell'Oro

Ed accanto la magnifica “stanza dell’oro” (304) caratterizzata da disegni astratti in oro sul cotto rosso dei tetti e da un artistico policromatico vetro rotondo che fa da contrasto alla semplicità naturale della parete in pietra.

Tornando al viale della Trinacria, due stanze con giardino antistante (101 e 102), fruibili dagli occupanti le camere in esclusiva, fanno da corona alla regola dell’intera struttura dedicata esclusivamente alla serenità degli ospiti che di volta in volta la abitano.